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fare cinema in Italia

by EmanueleCerman @ 2007-03-21 - 17:14:54

Fare cinema in Italia senza la fortuna di nascere in una famiglia già inserita nel settore, o senza la conoscenza diretta di personaggi politici o di alti diregenti di strutture correlate a questo settore, è realmente utopico.
L'Italia è un Paese purtroppo ridicolo.
Un Paese dove la meritocrazia viene stracciata a favore della antica pratica della "raccomandazione".
Non insegna nulla la crisi di un sistema, o quella di un 'industria, non insegnano nulla le fughe dei ricercatori, degli scienziati e talvolta quelle degli artisti.
Il problema è politico e quindi per questo di tutti.
La politica agisce in base all'interlocutore, e l'Italiano non guarda oltre il suo orticello,al massino sbircia in quello del vicino.
Sono un trentenne e mi sento immobilizzato dall'arroganza del "sistema". Allo stesso tempo combatto in tutti i modi, ma è come sentirsi un "don Chischotte"in lotta contro i mulini a vento.
La base è marcia e per far partire il cambiamento servirebbe l'unione di tutti quanti quelli consci  che così non si può andare avanti.
Mi piacerebbe sentire l'orgoglio di essere Italiano e smettere invece di vergognarmi.
Nel mio piccolo, dopo aver cominciato come attore e poi attualmente essermi messo in gioco come regista e produttore, ho incontrato molte difficoltà ,talvolta insormontabili, e solo facendo leva su me stesso e sui miei sfrozi economici ho potuto dar vita ai miei proggetti.
Mi chiedo per quanto ancora dovro' indebitarmi per uscire fuori nel mio mestiere.
Il talento è un discorso a parte, non mi giudico perchè non sono un megalomane, lascio giudicare il pubblico e la gente che ha lavorato con me.
Di certo oggi, rispetto a 10 anni fa quando ho cominciato,sono consapevole delle miei potenzialità, delle miei qualità e degli aspetti che devo ancora migliorare. Certamente sono sicuro che non ruberei il posto a nessuno se fossi riconosciuto nel mio mestiere.
Il sistema dei contributi statali al cinema è mediocre e forse corrotto, comunque non giusto.
Andrebbe rivisto completamente.
Lo Stato dovrebbe finanziare i giovani con cifre concrete e non esagerate e preoccuparsi di distribuire le opere.Oggi con l'avvento del digitale e dell'alta definizione ad ogni sessione potrebbero essere garantiti 300.000 euro per ogni film indipendente (e anche se sono pochi soldi vi garantisco avendo prodotto due lunghi venduti anche all'estero in homevideo, sarebbero più che sufficienti), in modo che ad ogni sessione almeno 20 registi e produttori potrebbero girare la loro opera.
Invece i soldi vanno ai mostri sacri ai figli dei figli etc....
Anche la pretesa delle assunzioni folli :24 persone (tecnici)minimo per un'opera prima alza i costi in maniera mostruosa e spesso i film non vengono mai alla luce.
Discorso da ampliare poi ai contributi: un'assurdità le cifre!
La cultura non può essere uno strumento di un solo potere capace di condizionare il prodotto artistico. Il cinema deve essere di chi fa cinema e del pubblico: cinema libero.
Basta col parassistismo, il mutuo soccorso, e i sistemi economico-imprenditoriali inadeguati.
I primi che possono generare lavoro devono essere tutelati, così come le "menti" e i bisognosi.
Mi chiedo perchè le Banche in Italia non permettono ai produttori di ottenere fondi,mutui,prestiti per produrre film. E' allucinante pensare che le Banche chiedano solo soldi...ma se non li danno a chi vuole investire a cosa servono?
E' più facile avere qualcosa falsificando documenti che presentando un proggetto reale.
Viviamo nello strozzinaggio legalizzato, al punto che anche le banche estere stanno arrivando nella terra dei farlocchi per fare da salvadanaio e guadagnare sui correntisti.
Se avevo i soldi di famiglia non sarei andato in banca a chiederli,ma a quel punto magari mi avrebbero proposto le Banche di attingere ai loro fondi.
Cosi' non va bene.
Siamo il fanalino di coda dell'Europa che conta.
A trenta'anni un uomo ha difficoltà a vivere da solo e spesso vive con i genitori: mostruosa atrocità.
E poi ci dicono: tutto va bene, c'è un miglioramento nell'economia e parlano di pensioni, come se il primo problema fossero le pensioni, quando viviamo in un Paese dove il lavoro non esiste e quei pochi che si fanno il "culo" (scustae il francesismo) non possono muoversi perchè sono legati da burocrazie incivili, banche ingenerose, contratti di lavoro da fantapolitica, elargizioni di finanziamenti regionali che poi risultano più dannosi che incentivanti alla crescita etc...
E la categoria?
Possibile che non esista una categoria ufficiale degli attori in italia?...in Francia i professionisti ricevono contributi di disoccupazione mensili, perchè c'e' una categoria! Qui c'e' solo prostituzione.
E i sindacati? in 10 anni hanno aumentato il contratto di sei euro. Complimenti! Si vergognassero loro e chi li segue senza protesta.
Volevo sfogarmi un po e l'ho fatto, per ora vi ringrazio dell'atternzione.


 
 

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